Riportatevi un po’ di Colombia a casa!
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La notte prima di ripartire per un lungo viaggio
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Assicurazione di viaggio: quale scegliere?
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Il viaggio continua…
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Valigie in aeroporto: colombiani vs italiani
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Intervista alla mamma di una viaggiatrice
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“La Colombia? Perché proprio in Colombia?

Nessuno mi avrebbe posto questa domanda se la mia meta forse stata Perù, o il Brasile, o il Cile, ma neppure la Bolivia, ne sono certa, avrebbe suscitato così tante perplessità.

Un viaggio in Colombia, invece, dev’essere giustificato, legittimato da testimoni autorevoli e sopratutto scagionato dall’accusa più terribile: quella del volersi mettere ad ogni costo in pericolo.

Perché la Colombia, lo sanno tutti, è un paese pericoloso, dove se non si fa abbastanza attenzione, non soltanto si viene scippati, ma si rischia di venire aggrediti, violentati e persino sequestrati. Perché in Colombia non ci sono soltanto i normali imbroglioni, i ladri e i borsaioli che esistono dappertutto, ma c’è una razza di predatori particolarmente feroci, capaci di ammazzarti per impossessarsi della collanina che porti al collo, se per colpevole leggerezza o sbadataggine hai dimenticato di nascondere in valigia.

La Colombia inoltre pullula di narcotrafficanti che approfittano spudoratamente di un tuo momento di disattenzione per trasformati, a tua insaputa, in un loro corriere o, alternativamente, per propinarti una qualche droga misteriosa e potentissima e giovarsi del tuo stato di annebbiamento per impossessarsi dei tuoi soldi.

La Colombia è controllata da bande di guerriglieri, che si appostano sulle strade dove passerai, fermeranno il mezzo di trasporto su cui ti troverai e prenderanno te, si proprio te, come ostaggio.

Non li leggi i giornali?

Giusto: i giornali. Su quelli italiani la Colombia compare tutt’al più un trafiletto. Quando se ne scrive è per segnalare un sequestro, un attentato guerrigliero o un qualche nuovo espediente degli spacciatori per contrabbandare la coca.”

(Silvia Di Natale – Millevite: Viaggio in Colombia)