cose a cui fatico abituarmi in Colombia

5 cose a cui fatico ad abituarmi in Colombia 2


Sei mesi fa, quando ero tornata dalla Colombia avevo avuto uno shock culturale non indifferente. Ve ne avevo parlato in questo articolo:

 

7+1 shock culturali del tornare in Europa dopo il Sudamerica

 

 

Da qualche settimana sono ritornata in Colombia, la felicità è alle stelle, e non c’è altro luogo al mondo dove vorrei essere in questo momento!

Qui mi sento a casa, e a volte penso che forse in un’altra vita ero colombiana, o forse ero destinata a nascere in questo Paese e poi, per qualche scherzo della natura, son finita in Sardegna. Non che questo mi dispiaccia affatto, anzi! Meno male sono nata nella parte migliore dell’Italia! :p

Scherzi a parte, qui in Colombia, nonostante mi senta completamente a mio agio, ci sono comunque delle cose a cui faccio fatica ad abituarmi e che, la maggior parte delle volte mi danno ai nervi, o meglio, prenderei a pizze in faccia i colombiani. Ma non le pizze quelle che fanno qui, hawaiane o ancora peggio, rancheras… Le pizze quelle vere, italiane, quelle che te le ricordi e vedi come cambi!

 

5 Cose a cui fatico ad abituarmi in Colombia

 

Il concetto di “ahorita” e la perenne impuntualità dei colombiani.

“Il tempo” questo sconosciuto…. Il tempo è relativo in Colombia, gli orologi si portano solo per essere fighi, ma sempre meglio lasciarli a casa, se no si da “papaya”. Eppure il cellulare, smartphone per essere precisi, ce l’hanno tutti, e anche se la batteria è perennemente scarica, e il credito siempre “agotado”, l’ora la indica comunque. Ma perchè guardarla? E’ solo tempo che passa.

E va bene, e ci sta, ma allora perchè mi dici “ci vediamo alle 8”, se alle 10 mi chiami per dirmi “arrivo a mezzogiorno”, per poi darti per disperso alle 4.30 e ricevere una tua chiamata alle 5 in cui mi dici “no, sono vicino, ahorita arrivo”, e poi alle 8 (cioè 12 ore dopo) io sono ancora qui ad aspettarti….

Ma come mi ha detto un amico: la colpa non è loro, la colpa è tua che je dai retta. Dagli corda, “ Ahorita nos vemos” e quando ti chiamano che sono lì all’appuntamento, e nel mentre tu hai fato 1230000000 milioni di affaracci tuoi, ahorita ti presenti, forse. Perchè alla fine in Colombia tutto è relativo!

cose a cui fatico abituarmi in Colombia

Le buste chiuse al supermercato.

Dovete capire che quando paghi al supermercato qui in Colombia, la commessa ti imbusta tutto e poi…chiude con il nodo la busta, un po’ come noi chiudiamo la busta della spazzatura, capito come?

Bene, secondo la loro ottica in questo modo trasporti meglio la busta (e non ti rubano nulla perchè tanto è chiusa!). Passi che non ti rubano nulla (al massimo ti rubano direttamente tutta la busta!) però trasportandola in questo modo io sinceramente mi taglio le dita! E poi, lasciamela aperta no?! E se magari voglio mangiarmi subito un biscotto? Devo stare là a riaprirla? E poi, è molto più comoda traspotarla con i due manici!

Ogni volta devo dire “no señorita, no la cierre por favor” e mi guardano come se stessi bestemmiando! 😛

 

La colazione con il caldo di costilla

Vi sconvolgerò: ho fatto colazione per un’intera settimana con il caldo di costilla, e un giorno addirittura con quello di pescado! Per chi non lo sapesse si tratta di una minestrina (vera e propria, anche se un colombiano smentirà!) che si mangia a colazione. Vi dirò che se mangiata verso le 10-11 del mattino, senza aver cenato la sera prima, e poi non si pranza, ci sta anche! Ma ogni giorno fare colazione così ecco…è abbastanza pesante! Sopratutto perchè mica ci si limita al caldo! Dopo ti portano un altro piatto con uova, riso e platano. Insomma, la colazione dei campioni!

Non vi dico cosa darei per un cappuccino e un cornetto alla Nutella (gluten free)!

desayuno colombiano

La quasi inesistenza dell’acqua calda

Sottolineo che i colombiani sono tra le persone più pulite che abbia mai conosciuto in vita mia. Anche il più povero state sicuri che non puzzerà mai perchè in qualche modo troverà il modo di lavarsi (magari al fiume…!). Nonostante i prodotti di igiene personale abbiano un prezzo non economico, non ho mai trovato un colombiano che puzzasse. Nonostante questo, il rito della doccia calda è quasi insesitente. Dico quasi perchè io personalmente solo in alcune città ho trovato una casa con l’acqua calda che venisse giù normale come in Europa. Una è a Bogotà, che se non ci fosse si morirebbe di infarto! L’altra è a Medellìn, ma solo perchè vivevo a casa di una mia amica che abita in una casa di un estratto alto. In altre case mi è stato segnalato che va e viene…

Ora vivo a Villavicencio, e l’acqua calda è solo un vago ricordo! Va bene che fa molto caldo, ma la mattina farsi la doccia GHIACCIATA è, a volte, un trauma. Note positive: fa bene alla circolazione (anche se rischia di bloccarsi), fa bene alla cellulite (che poi si riacquista mangiando empanadas a go go), ci si sveglia, ma poi si arriva in ritardo comunque, sempre per il concetto dell’ “ahorita” di cui sopra…

 

La netta differenza sociale tra ricchi e poveri

Ero seduta in un bar bevendo cerveza e chiaccherando con gli amici l’altra sera. Era un bar del centro frequentatissimo da giovani, meno giovani come me e studenti. Quasi accanto a noi, sdraiato per terra addormentato (o morto?) un ragazzo, un vagabondo, o indigente come li chiamano qui in Colombia. Quelli che puoi vedere in un angolo alla stazione Termini in piena notte, nascosti dentro un cartone per non farsi vedere.

Qui in Colombia li vedi sia alla luce del sole che di notte. Tanta gente intorno a lui a bere e chiaccherare come se nulla fosse, come se si trattasse di un cane che dorme lì, in mezzo alla piazza. A un certo punto arriva la polizia. “Ah bene, qualcuno ha chiamato la polizia meno male”, ho pensato.

Poi la polizia va da persona a persona, compreso me e i miei amici, a chiedere il documento. “Perchè fate questi controlli?” chiedo io. “Per la sicurezza di tutti, compresa la sua señorita”, e quel signore buttato là in mezzo alla piazza come se si trattasse di un sacco della spazzatura?

Silenzio. Questa la risposta.

La polizia ha finito i controlli, è risalita sulla sua moto e ha continuato il suo giro di ronda.

Le persone intorno hanno continuato a bere la loro birra e a chiaccherare, lo stesso i miei amici, che ormai indifferenti all’accaduto con un sorriso e una pacca sulla spalla, hanno commentato l’accaduto con “Roberta, bienvenida a Colombia!”

 

E voi, a cosa fate fatica ad abituarvi nel vostro Paese?

 

 

Incolombia.it

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Roberta

Roberta

Travel blogger, sarda e viaggiatrice. Grazie ad un amore ha scoperto un amore ancora più grande: la Colombia. Quando non sta sperimentando una nuova ricetta culinaria, o mangiando qualcosa di etnico e rigorosamente gluten free, la trovate a bruciare i grassi tra lezioni di zumba e salsa!

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2 commenti su “5 cose a cui fatico ad abituarmi in Colombia

  • Andrea

    Episodio del ragazzo che dorme per terra è capitato anche a me. Uscito un giorno dal ristorante colombiano con il mio pacchetto di avanzi del pranzo troppo abbondante sono andato a portarlo a un uomo che dormiva per terra in cartone. Gli ho dato il pacchetto lui ha cominciato subito a divorarlo. Gli ho chiesto come va? E lui mi ha detto bene. Mi sono fatto un idea di queste persone: la prima è che non hanno voglia di lavorare. La seconda è che non hanno mai incontrato qualcuno che li aiuti.

    • Roberta
      Roberta L'autore dell'articolo

      Ciao Andrea!

      In realtà esistono alcune associazioni di volontariato in Colombia che aiutano le persone della calle. Il problema è che molti di loro sono dei “drogaditos” incapaci di intendere e volere. La maggior parte delle volte sono innocui, ma se a corto della loro dose potrebbero ammazzare per un pezzo di pane.