Buenos Aires, Argentina

Buenos Aires non è Sudamerica, e il Sudamerica non è Buenos Aires 3


Il sole è appena tramontato dietro a quegli alti grattaceli alla fine di questo viale alberato con le amacande in fiore. La gente si è riversata nelle strade, nonostante sia ormai quasi buio. La brezza estiva mi accarezza la pelle, e il profumo dei fiori sbocciati in primavera mi fa sentire quella stessa adrenalina che avevo quando, a maggio, la scuola stava per finire.

Molti indossano abiti sportivi e scarpe per correre, veloci salgono le scalinate del palazzo delle Nazioni Unite, un po’ in stile Rocky. Altri corrono lungo il viale o si allenano in gruppo a fare flessioni.

E poi c’è chi sta seduto a uno dei tanti tavolini dei bar che si affacciano sulla via non così tanto trafficata, sorseggiano una birra o una copa di vino rosso e chiaccheranno allegri tra di loro, chi vestito più glamour, e chi più casual.

Da sopra il ponte io e altre persone scattiamo fotografie a questo bellissimo tramonto, che oggi ci regala  bellissimi colori e profumo di primavera.

Mi guardo intorno e penso: ma sono in Sudamerica o in Europa?

Buenos Aires, Argentina

Sì, perché questo è Buenos Aires.

Capitale dell’Argentina, lo stato più a sud del continente Sud Americano. Conosciuto nel mondo come “uno dei luoghi più pericolosi al mondo”, così che molti rinunciano a viaggiare per paura di….. non so’, ditemelo voi.

Buenos Aires, quella città così grande, con così tanta povertà. I ricchi da una parte, i poveri dall’altra. “Stai attenta, te ne accorgerai…”.

Sì, me ne sono accorta.

Mi sono accorta che questa città non è Sud America, Buenos Aires non è l’Argentina, non è il Sud America, e forse non è nemmeno Buenos Aires. O quanto meno non è quella Buenos Aires che a tanti piace dipingere in Europa. Non è quella città “pericolosa” perché è in Sud America, o forse, solo perché è così lontana.

Qui la sera le persone si riversano nella strada, per correre, per passeggiare, per uscire con gli amici, per far passeggiare il cane.

E’ quella città in cui per strada c’è sempre odore di carne arrostita e ad ogni angolo si trovano pizzerie, che fanno anche empanadas.

E’ quella città in cui non si sente salsa, bachata e nemmeno reggetton. Qui si sente tango, in tutte le sue variazioni, con quell’atmosfera di città europea di una volta, quando distrutti da una guerra mondiale si iniziava a stare meglio, a riappropriarsi delle proprie vite. Una di quelle città che ci è stata raccontata dai nostri nonni o dai nostri genitori quando erano molto piccoli.

Buenos Aires, Argentina

E’ quella città in cui tutti hanno un parente italiano, e dappertutto si mangia italiano….ma italiano in realtà non lo è!

E’ quella città in cui un uomo viene servito prima di una donna, in cui quando cammini per strada la gente ti sbatte contro e non ti chiede scusa, quando arriva la metro le persone salgono prima di lasciare scendere, in cui “a la orden” non fa parte del vocabolario e “gracias” viene spesso dimenticato.

Ma è anche quella città in cui la sera cammini tranquillo per strada, in cui difficilmente qualcuno potrebbe fermarti per derubarti minacciandoti con un coltello o un pistola, a meno che non te lo vai a cercare in determinati quartieri. E’ quella città in cui la metropolitana, seppur affollata, funziona, e ti porta dappertutto. E’ quella città in cui se non ti piace la pseudo cucina italo-argentina rivista, offre tante altre cucine internazionali molto buone. Dove camminando per strada un angolo ti ricorda Parigi, un altro Barcelona, e un altro ancora New York.

Buenos Aires, Argentina

In cui quando vai al supermercato a comprare la carne, il signore accanto a te ti consiglia quale prendere e come cucinarla, e l’impiegato non ti guarda male quando chiedi se hanno una sezione gluten free (perché guarda un po’, ce l’hanno!!).

Quella città in cui un argentino non è mai argentino, ma uruguayo, peruano, venezuelano, colombiano, italiano, inglese, francese e pure giapponese.

E se volete visitare tutto, tranne che il Sud America, allora Buenos Aires è la città in cui dovete andare.

 

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Roberta

Roberta

Travel blogger, sarda e viaggiatrice. Grazie ad un amore ha scoperto un amore ancora più grande: la Colombia. Quando non sta sperimentando una nuova ricetta culinaria, o mangiando qualcosa di etnico e rigorosamente gluten free, la trovate a bruciare i grassi tra lezioni di zumba e salsa!

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