vivere in Colombia

Com’è cambiata la mia vita da quando vivo in Colombia. 2


Sono quasi 100 giorni che sono rientrata in Colombia e sono 16 mesi (quasi un anno e mezzo) che ho lasciato la mia “vecchia” vita: Londra, il mio lavoro, la mia casa e tutto ciò che apparteneva a quella parte di me prima di iniziare quel lungo viaggio per la Colombia e il Sud America.

Come in tutti gli aspetti della vita il tempo cambia tante cose, che sia in positivo o in negativo è uguale, tutto si evolve, e questa è anche l’essenza della vita.

Molte persone che conosco e alcuni amici miei sono legatissimi al passato, rimpiangono ogni giorno i tempi andati, ripensano, ricordano, e quasi stanno male a vivere il presente, guardando al futuro con una punta di negatività e un “ehh ma si stava meglio quando si stava peggio…” o “quelli sì che erano bei tempi”.

Io non sono così. Per me il passato è un bel ricordo, ma è andato, finito, terminato, stop.

Mi piace sì, ricordare momenti, fatti, battute… Quando mi rivedo con gli amici dei liceo per esempio (sì, perchè con tanti mi ci vedo ancora e alcune persone sono tra le mie migliori amicizie!) passiamo certe serate a ricordare la gita scolastica a Praga l’ultimo anno di liceo quando la prof. ci beccò mezzo ubriachi tutti in una stanza o di quando i miei compagni facevano squillare il telefono della sala professori, che era accanto alla nostra aula, solo per il gusto di vedere la bidella cicciona alzarsi, arrivare fin lì, per poi riattaccare e vederla tornare a sedersi incazzata per rialzarsi qualche minuto dopo, quando i miei compagni facevano risuonare il telefono….. (le prime generazioni di ragazzini con un cellulare a portata di mano!!).

Ma insomma, a parte ricordi del genere, non ho una particolare nostalgia per il passato.

Così oggi, in una comune domenica pomeriggio di maggio, mi guardo alle spalle e per la prima volta vedo chiaramente tutta la strada che ho percorso in questi mesi, in questi anni, da quando ero una ragazzina matricola universitaria da Cagliari a Roma, a quando ho deciso di lasciare 8 anni di vita romana per andare 3 mesi a Londra, che poi divennero 7 anni. E poi vedo quella donna insoddisfatta nella propria vita e del proprio lavoro che ero a Londra, per lasciare tutto in nome di un sogno di viaggiare in Sudamerica.

Sinceramente: se me l’avessero raccontato non ci avrei mai creduto!

E’ incredibile quello di cui siamo capaci senza pensarci, esattamente come i neonati.

Parlo dei neonati perchè un giorno di qualche mese fa, quando son tornata qualche mese in Italia, ho passato due settimane a casa di mio fratello e mia cognata insieme ai miei nipotini. A parte la loca di 5 anni, che ogni tanto mi tirava fuori frasi come “io ho un cerchio di energia dentro di me” da cui tira fuori l’energia per giocare così tanto e non stare mai ferma….il fratellino di 5 mesi mi ha dato da pensare. Stava iniziando a imparare a camminare. Ovviamente nessuno gli insegnava come camminare, lui semplicemente guardava i grandi come camminano e ogni giorno faceva sforzi sovraumani per cercare in qualche modo di mettersi su. In quelle due settimane che io son stata con loro lui ha imparato a gattonare, e nel tempo ha iniziato pian piano ad aggrapparsi per cercare di tirarsi su.

Ma quello che mi ha meravigliato, non tanto di lui, ma del genere umano in generale è: un bambino quando impara a camminare non pensa mai, in nessun momento pensa “oddio, non ce la farò mai, è tropo difficile”. Semplicemente: non pensa!

Forse perchè a quell’età il cervello non è ancora sviluppato per pensare, o forse perchè nessuno gli dice: “Non ce la puoi fare”.

Il bambino fa, punto.

E la cosa eccezionale è che: riesce!

Un bambino non fallisce mai. Ripete 10, 20, 50, 100, 1000 volte. Ma ce la fa, sempre.

Allora mi chiedevo: perchè perdiamo questa abitudine?

Dovremo a volte fermarci, pensare come se fossimo bambini, e fare. Prima o poi ci riusciremo no?

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Mio nipote, nell’arduo tentativo di imparare a camminare!

Vabbè, dopo tutta questa pippa mentale su come dovremo pensare e agire, voglio raccontarvi di come la mia vita sia cambiata da quando vivo in Colombia.

(Ma è cambiata?)

Per spiegarvelo, voglio prima fare un salto indietro nel passato (non perchè mi piaccia, o perchè sia particolarmente attaccata, ma per darvi un quadro dell’evoluzione!).

Quando vivevo a Roma studiavo e molte volte lavoravo allo stesso tempo. Nonostante questo il mio budget finanziario era sempre ridotto!

Vivevo in una casa condivisa con altri studenti. La maggior parte delle volte mi ha detto male e ho trovato persone di “m..” . Chi non puliva, chi faceva casino, chi ti rompeva perchè non potevi ricevere visite, manco un collega dell’università per studiare!

Altre volte invece mi ha detto bene per brevi periodi e si viveva pacificamente, ma magari minacciati da un proprietario con la sete di spillarti sempre più soldi in affitto.

La mia vita passava tra università, lavoro, danza e qualche uscita. L’estate la passavo generalmente sempre lavorando e quando finivo era già tempo di tornare sui libri.

Quando poi sono andata a Londra, il mio tempo è sempre passato per la maggior parte a lavoro. Il che non è mai stato negativo eh! Anzi, mi reputo fortunata per aver potuto cambiare diversi lavori imparare tanti lavori, conoscere tanta gente e guadagnare abbastanza da poter risparmiare e viaggiare. A Londra son sempre stata fortunata anche negli alloggi. A parte l’inconveniente di aver avuto in quasi tutte le case i topi in casa (a Londra è un must!), ho vissuto la maggior parte dei miei anni con la mia migliore amica, conosciuta proprio nella prima casa a Londra, quando vivevamo in 13 tra italiani, francesi e spagnoli.

Tuttavia la mia vita è sempre stata abbastanza “normale”. Non ho mai avuto tantissimi soldi, ho sempre fatto sacrifici per risparmiare, ho sempre condiviso casa. Non ho mai comprato qualcosa di “importante” come un’auto o una casa, giusto un iphone! Non ho mai avuto Luis Vuitton, sono stata ai Caraibi, ma dormendo in ostello! E la domenica l’ho quasi sempre passata a casa a poltrire, a parte quelle sere d’estate (londinese, quindi fredde!) in cui andavo al Cuban a ballare salsa (e proprio in una di quelle sere conobbi quel colombiano che mi fece conoscere la Colombia!).

Oggi mi ritrovo qui in Colombia, con la mia “vita colombiana”, di cui sono felice, ma guardandomi allo specchio, a parte quei capelli bianchi che mi ricordano che devo andare dalla parrucchiera a farmi il colore e quel viso da donna grande, non più ragazzina, non vedo che molto sia cambiato.

Alcune (perecchie) persone mi scrivono dicendomi che “sono stanchi della loro vita in Italia, con tutte quelle tasse e senza possibilità di carriera” e vorrebbero venire a vivere in Colombia per dare una svolta alla loro vita….

Che ci sta, ma “svolta” esattamente che significa?

Fare soldi e vivere da Nababbi?

Lavorare senza pagare tasse?

Andare de fiesta ogni notte e pensare di vivere bene senza spaccarsi la schiena a lavoro?

Vi dico com’è la mia vita in Colombia:

Premetto che ho la grande fortuna di poter lavorare per la maggior parte del tempo da casa. Ma da casa in realtà non ci lavoro mai, perchè non ho la connessione a Internet, e nemmeno l’aria condizionata!….e vivo in una città dove 365 giorni all’anno fanno 30 gradi, con il mare che sta a più di 1500 km.

Detto questo, io la mattina mi sveglio, fortunatamente non prestissimo, ma alle 9.30 son fuori di casa. Faccio colazione (alla colombiana, quindi pesante) e vado al negozio del mio compagno dove ho una connessione a internet, e inizio con le mie routine di lavoro. Finite queste preparo il lavoro per il giorno/settimana dopo e mi metto a studiare. Sto facendo un master on-line con l’Università di Madrid, ed è abbastanza impegnativo come studio.

Solitamente non pranzo o mi divido un almuerzo con il mio compagno (ovvero: io mangio due cucchiate di riso, lui mangia tutto il piatto!), e verso le 6/6.30 quando nell’aria si sente solo odore di carne arrostita che arriva dai diversi venditori di street food, esco a comprare un pincho o un arepa o un chicharron! Lavoro poi fino alle 8.30/9 e torno a casa (che sta a 5 minuti a piedi da dove lavoro), mi sdoccio, mangio un frutto o uno yogurt e generalmente mi rimetto a studiare o lavorare fino alle 11 circa, quando crollo di sonno e stanchezza!

Una settimana al mese vado a Bogotà per lavoro, e in quella settimana le cose non cambiano molto dalla mia routine! Se non che mi sveglio molto prima e alle 8 son già in ufficio pronta a produrre, per uscire mai prima delle 6!

Il mio stipendio, se calcolato in euro, non arriva a 500! Vivo in una casa molto piccola, non possiedo nulla (a parte l’iphone e il mac), continuo a non potermi permettere una casa, un auto e nemmeno un motorino (tanto non saprei guidarlo!). Viaggio ai Caraibi ma continuo a dormire in ostello e a mangiare per strada!

Quindi, com’è cambiata la mia vita in Colombia?

In realtà sono cambiata io!

La mia vita è rimasta, su per giù la stessa: lavoro duro, risparmio molto, viaggio tanto.

Quello che ho cambiato è di pensare di essere come “la società vuole”. Non devo per forza avere una casa grande dove vivere. Non devo per forza avere un auto per spostarmi. Non devo per forza spendere i miei soldi in vestiti, in scarpe, in ristoranti, in uscite.

Non devo per forza pensare “a sistemarmi”, a preparare un nido per un eventuale famiglia o per la mia vecchiaia.

Quando sarà il momento, se arriverà il momento, una soluzione la troverò, come è sempre successo per tante altre cose nella vita.

Ho capito che a cambiare la qualità della vita più che una città o un Paese siamo noi stessi, con la nostra percezione verso la nostra, personale, realtà.

Attenzione: non è che non vorrei  tutto questo! Ma non ne faccio più una malattia come prima perchè, ancora, non posso permetermelo!

Cambiare ambiente può servire, anzi, serve. Per me è stato vitale, sempre.

Son cresciuta cambiando spesso ambiente. Quand’ero bambina vivevo a Oristano con la mia famiglia, quando avevo 7 anni ci siamo trasferiti a Cagliari. Qui ho cambiato 2 scuole alle elementari, altre due scuole alle medie e altre due al liceo, incluso che nello stesso liceo ho cambiato due volte sezione.

Incredibilmente non ho mai cambiato facoltà all’università, ma la fortuna è stata studiare Scienze della Comunicazione, dove ogni esame era una nuova, differente materia!

Nella mia vita ho cambiato, e imparato, Dio sa’ quanti lavori!

E tutti questi cambi sono sempre stati una benedizione!

Nuove opportunità, nuove persone conosciute, nuove cose imparate.

vivere in colombia

Nuovi amici colombiani…

Così, se proprio tu stai leggendo questa storia pensando “sono stanco della mia vita in Italia, con tutte queste tasse e senza possibilità di carriera” e vorresti venire a vivere in Colombia per dare una svolta alla tua vita, quello che ti dico è: prova, cambia, buttati cosciente del bene che ti può fare così come del male.

Una volta Erika, la mia migliore amica, che ha vissuto in tanti Paesi del mondo, e ora vive in Israele , mi disse:

“La vita è vita, ovunque andrai nel mondo la routine sarà sempre la stessa: lavoro, casa, doccia, cena, dormire, sveglia, lavoro. Chi cambia siamo noi e la nostra percezione della realtà che ci circonda”.

E io, di questa frase, ho fatto il mio mantra!

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Roberta

Roberta

Travel blogger, sarda e viaggiatrice. Grazie ad un amore ha scoperto un amore ancora più grande: la Colombia. Quando non sta sperimentando una nuova ricetta culinaria, o mangiando qualcosa di etnico e rigorosamente gluten free, la trovate a bruciare i grassi tra lezioni di zumba e salsa!

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2 commenti su “Com’è cambiata la mia vita da quando vivo in Colombia.

  • Luigi

    Mi è piaciuto questo articolo, perché hai raccontato cose personali e intime di te e della tua famiglia. Condivido in pieno, purtroppo cresciamo con dei condizionamenti da parte anche delle famiglie di cui non è facile liberarsi.Buona vita