Come non abbassare MAI la guardia (in Colombia e nel resto del mondo) 1


L’altro giorno mi sono imbattuta in questo articolo scritto da Courtenay Strickland, blogger americana che vive in Colombia da alcuni anni, e scrive nel suo blog Barranquilla or Bust. Il suo articolo, pubblicato anche sull’ Huffington Post, parla della disavventura di un suo amico gay a Medellin. La storia, per quanto personalmente credo potesse succedere a Medellin così come a Londra, a Sydney o a Roma, è una bella lezione non solo per Sam (l’amico suo protagonista della disavventura), ma un po’ per tutti noi viaggiatori e non, per ricordarci una regola fondamentale, valida sempre, in viaggio così come a casa: mai, e poi mai, abbassare la guardia.

Ho deciso di tradurre l’intero articolo (originalmente postato in inglese) per rendervi tutti partecipi della storia. Vi prego, non prendete questo racconto in maniera negativa, etichettando i pericoli di una città sudamericana con un passato non felice, ma sforzatevi di capirne il senso e trarre le vostre giudiziose e intelligenti conclusioni.


Questa storia inizia come tante altre di cui avete già sentito parlare: un ragazzo incontra una ragazza, o un ragazzo incontra un ragazzo, o una ragazza incontra una ragazza. Si chiacchiera, si ride, si scherza e si crea un feeling. Da cosa nasce cosa, e uno invita l’altro a casa. Un po’ tutte le storie vanno così. Ciò che differenzia invece questa storia, e il suo scopo è quello di offrire a tutti una lezione importante, in modo particolare considerando l’aumento del turismo e della comunità expat a Medellin. Così Sam, il mio amico, ha deciso di raccontarmi personalmente questa storia, in modo che potessi condividerla con tutti voi.

Era un venerdì sera, e Sam veniva fuori da un tre settimane di duro lavoro. Aveva voglia di rilassarsi, andare a ballare e divertirsi, così inviò un e-mail a tutti gli amici per ritrovarsi ad un bar vicino Parque Poblado, famoso perché “non è un bar gay, ma in realtà lo è”!. Musica anni ’70 e ’80 la fanno da padrone. Trentenni e gente di mezza età popolano il locale.

Dopo qualche ora, Sam esce un po fuori, sia per vedere se riesce a scambiare due chiacchiere con qualche potenziale persona interessante, sia perché dentro è così difficile anche scambiare due chiacchiere con qualcuno.

Giusto qualche minuto prima Sam parlava con un amico di quanto sia difficile riuscire a farsi un giro di amicizie colombiane a Medellin. La gente infatti esce in gruppo, e anche l’organizzazione dei locali, con i tavoli e le sedie radunate in circolo, fanno sì che i gruppi rimangano chiusi, senza avere l’occasione di scambiare due chiacchiere con il vicino.

Ma l’amico di Sam spiega che ai colombiani piace uscire con i propri amici per rilassarsi, “Non sai mai le intenzioni degli sconosciuti, è più sicuro e più divertente stare tra di loro”. Sam è rimasto un po deluso a sentire questo commento, infatti, come molti expat in un paese straniero, anche lui ha bisogno  di riuscire a farsi un giro di amicizie locali, e non solo expat come lui.

Fuori dal locale Sam scambia qualche chiacchiera con un paio di persone, cercando, senza successo, di intavolare un discorso con una persona che lo interessa, ma purtroppo senza successo, finendo per restare così solo da un parte.

E’ a questo punto che un uomo ben vestito, di circa 25-28 anni, si siede accanto a lui offrendogli una birra. “Mi piace preoccuparmi per gli altri” gli dice passandogli la bottiglia, “Sono fatto così, altruista”.

Birre alla mano, passeggiano fino al parco dall’altra parte della strada dove altre persone stanno lì sedute sulle panchine a chiacchierare. L’uomo dice a Sam che lui è un paisa, (termine usato per identificare gli abitanti della regione di Medellin)  che lavora nell’industria mineraria in Cile,  e che è tornato in città per qualche giorno. L’uomo chiede a Sam se ha visto il film La 33, un film recente su un disastro minerario accaduto del 2010 in Cile, spiegando che lui lavora proprio in quella miniera, ma non sottoterra. Quest’uomo parla molto bene, e Sam inizia ad abbassare la guardia.

Ad un certo punto l’uomo tira fuori una mazzetta di soldi, facendo capire che sta molto bene economicamente. Sam è stupito, considerando gli stipendi medi in Colombia, lui che guadagna in dollari, fino ad ora è sempre stato quello a pagare uscendo con un local. Ma questa volta è diverso, così la guardia cala ancora di più, Sam si sente più sicuro.

“Andiamo via di qua”, suggerisce l’uomo, “Ma non dire niente a loro”, riferendosi a suo zio e suo cugino, con cui era. Sam incontra lo zio e il cugino che sembrano essere “incuriositi e in qualche modo strani verso di me”, e la vaga idea che qualcosa non tornasse sfiora la mente di Sam. Nonostante questo, entra a salutare gli amici nel locale, e va via con l’uomo.

Sam e il suo nuovo amico vanno a comprare una birra. Quando l’uomo chiede a Sam quante birre comprare,  Sam alza le spalle, ha già bevuto una pinta e mezza, e non aveva intenzione di bere ancora. L’uomo decide di comprare il pacco da sei, e Sam tira fuori lo smartphone per chiamare un taxi con Uber (una app, molto sicura, che si usa per chiamare un taxi). L’uomo inizia subito a esitare di Uber e consiglia di fermare un taxi per strada. Ma Sam non si lascia convincere, così il taxi arriva e nella corsa fino a casa l’uomo inizia a tartassare Sam di domande su Uber chiedendo di vederlo nel telefono. Forse un’altro segnale a cui Sam non ha dato peso.

Durante la corsa in taxi, Sam dice all’uomo che a casa ci sono i coinquilini che dormono, e che deve cercare di parlare a voce bassa per non disturbarli. Ma una volta a casa, quando Sam mostra il suo appartamento all’uomo, questo gli chiede di “controllare se effettivamente i suoi coinquilini siano a casa”, una richiesta che  non ha senso, considerando che già gli ha detto che non gli vuole disturbare. Per questo Sam si rifiuta.

Una volta che i due sono in camera, l’uomo inizia ad aprire gli armadi, chiedendo dove fosse la TV. Sam spiega che non c’è nessuna TV in camera, e realizza in quel momento, con un po di preoccupazione, che il suo computer e fuori in vista. Del resto non pensava di tornare con qualcuno a casa. Ma le sue preoccupazioni spariscono nel momento in cui inizia il romanticismo tra i due.

La notte va avanti, e l’atteggiamento dell’uomo diventa sempre più strano. E’ andato al bagno almeno tre volte. Mentre si baciano, spinge in bocca a Sam birra con qualcosa di granuloso. Sam ingerisce quasi tutto, pensando che sia “solo” poca igiene. L’uomo chiede poi a Sam se ha della crema (vasellina), e quando Sam gli dice che non ne ha, l’uomo la cerca comunque. Apre un cassetto, e dentro c’è il passaporto di Sam  e dei dollari. Sam si alza, chiude il cassetto e dice “Queste son le mie cose personali, non c’è bisogno che apri questo cassetto”.

A questo punto Sam realizza qualcosa. Fruga nelle tasche dell’uomo, mentre dorme, per controllare se avesse rubato qualcosa. A un certo punto, mentre Sam faceva finta di dormire, l’uomo si alza, ma Sam fa finta di svegliarsi ed entrambi tornano a letto. Sam chiude gli occhi nuovamente, pensando di aspettare e vedere la prossima mossa.

Questa è l’ultima cosa che ricorda, fino a quando si risveglia il pomeriggio successivo, intontito e disorientato, trovando l’armadio aperto, il suo computer sparito, così come la sua patente e la sua carta di debito. Tutti i pesos che aveva nel portafoglio spariti, così come tutti i dollari che aveva nel cassetto. Anche gli altri accessori elettronici, cosi come la sua borsa del computer erano spariti.

Sam corre dal portiere, chiedendogli di chiamare la polizia. Gli chiede anche un pezzo di carta per poter scrivere tutto quello che riesce a ricordare della sera prima.

Torna su a casa e chiama la banca, realizzando che l’uomo ha già speso dei soldi con la sua carta.

Quando la polizia arriva, gli dicono che deve andare in ospedale, aveva ancora gli effetti di ciò che aveva ingerito la sera prima. Gli spiegano che non avrebbero chiamato nessuna ambulanza, ma che lo avrebbero accompagnato all’ospedale più vicino.

A questo punto Sam realizza che non sa come pagare l’ospedale, infatti l’uomo ha rubato la sua assicurazione e tutti i suoi contanti. Sam cerca di contattare il suo boss e il suo amico utilizzando l’account skype del suo coinquilino, ma non riceve nessuna risposta. Alla fine posta un messaggio disperato su Facebook, dicendo che è stato drogato e derubato e che stava andando in ospedale, chiedendo agli amici di contattare la sua famiglia in California.

Ero seduta davanti al computer quando il post di Sam è apparso nella mia home page. Il post era scritto male, con errori  e senza punteggiatura. Ho poi scoperto che era dovuto al suo stato confusionale e alla tastiera straniera del suo coinquilino. La mia prima reazione, cosi come quella di altri amici di Sam, è stata di pensare che il suo account era stato hackerato. Ma poi ho notato che le persone che erano taggate e i riferimenti al ladro erano troppo specifiche per essere spam.

Immediatamente ho chiamato Gio, e dopo 30 lunghi minuti, con la mamma di Sam che massaggiava su Facebook cercando di capire l’accaduto, Gio ha trovato Sam alla Clinica Meddlin del Poblado. Gio è arrivato prima di Sam, e ha pagato il deposito all’ospedale. Dai test svolti all’ospedale si è scoperto che Sam è stato drogato con benzodiazepine, un tranquillante utilizzato come droga, che mischiato con alcool porta a uno stato confusionale, debolezza, difficoltà nel respirare e nel peggiore dei casi coma.

Sam grazie a Dio ora sta bene, e commenta così la sua vicenda “Purtroppo a volte accadono cose brutte, e possono accadere ovunque. Sono felice perché so di poter contare su delle persone qui quando sono in difficoltà”. La parte più triste di questa vicenda per Sam è che il messaggio di questa storia possa essere frainteso, e la gente possa additare Medellin e la Colombia come pericolosa. Ma non è così. Sam vuole mostrare al mondo che Medellìn non è più quello scenario di guerra che era negli anni ’80 e ’90, né è ciò che la serie Netflix Narcos mostra, ma un luogo bellissimo, ospitale e innovativo.

E’ tuttavia importante che le autorità colombiane continuino a combattere non solo contro gli omicidi ma anche contro crimini del genere.


Spero che tutti voi leggendo questa storia, abbiate capito l’importanza nello stare sempre sobri e consci nelle situazioni. E’ chiaro che non serve essere a migliaia di chilometri da casa e in vacanza per ritrovarsi in situazioni del genere.

Penso che siate intelligenti abbastanza da capire questo. E son sicura che sarete intelligenti abbastanza per non farvi influenzare da questi avvenimenti per smettere di viaggiare!

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Roberta

Roberta

Travel blogger, sarda e viaggiatrice. Grazie ad un amore ha scoperto un amore ancora più grande: la Colombia. Quando non sta sperimentando una nuova ricetta culinaria, o mangiando qualcosa di etnico e rigorosamente gluten free, la trovate a bruciare i grassi tra lezioni di zumba e salsa!

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