Comuna 13, Medellìn, Colombia

Il giorno in cui ho scoperto la Comuna 13 di Medellìn 2


Alla stazione della Comuna 13 di Medellìn San Javier Yenni si è dimenticata di venire.
Sbirciando verso la strada principale e le stradine che salgono su verso la collina, vedo tanti mattoni rossi, alcune case colorate e altre in color cemento bianco-grigio. La strada è asfaltata e diversi motorini sfrecciano tra le salite e le discese del quartiere. In pochi hanno il casco, e non sempre sono in uno o in due, molte volte in tre, in quattro o in cinque sopra un singolo motorino!
Aspettiamo 5 minuti ma nessuno viene a prenderci, allora iniziamo a camminare verso la salita, da una parte della strada senza marciapiede, per non farsi investire dai motorini.
In quel momento arriva un bus, è piccolo, la porta è aperta, e come passa accanto a noi suona, io penso che devo spostarmi perchè sto in mezzo, invece mi sta chiedendo se devo salire. Con un cenno della testa dico di no, e continuiamo a camminare fino alla casa grigia, dove fuori dalla porta c’e’ un cane sdraiato a osservare chi passa e un cartello con scritto “minutos” (cosí si chiama quello che una volta era il telefono pubblico).
Javi ne approfitta qui per chiamare Yenny, che sta ancora alla cancha, e ci spiega come arrivare da lei.
“Ma è sicuro inoltrarsi cosí, da soli, nella Comuna?”.
È la prima domanda che faccio a Javi, lui mi sorride, si ferma un attimo, e poi mi risponde:
“Si Roberta, certo! Andiamo”
con quel suo fare tipico colombiano, per cui sai che, in realtà, dentro di lui, sa bene che non è sicuro, ma continua a pensare che tutto andrà bene.

Come il calabrone, che per il suo peso specifico, tecnicamente, non potrebbe essere in grado di volare, ma lui non lo sa, e vola lo stesso.

“Guarda che bel panorama!”
Mi giro, e di nuovo, la Colombia mi stupisce.
Comuna 13 Medellìn Colombia
Resto qualche minuto in silenzio, guardando tutte queste case che si distendono sul dorso della montagna. Il cable car che silenzioso passa in mezzo alla Comuna 13, con i suoi graffiti colorati, e tutte queste facce sorridenti, rese ancora più luminose dal giallo della maglietta della Colombia.
Oggi gioca la Seleccíon, è la prima partita della Copa America, e tutti, tutti, tutti a Medellìn indossano la maglietta della nazionale colombiana, color giallo canarino, rendendo questo quartiere ancora più colorato!
Continuiamo a camminare in salita, addentrandoci sempre di più nella Comuna. Musica vallenato esce da molte case, rallegrando tutta la via. Passiamo in una piccola strada non asfaltata, i bambini giocano a rincorrersi per strada e le galline scorrazzano ai lati.
Per un attimo ritorno bambina, ho 4 anni e sono in toscana dai miei nonni. Gioco anche io come i bambini della Comuna 13 nella strada del Paese, insieme a bambini un po’ più grandi di me che mi fanno sentire sicura. Mia nonna si avvicina alle galline per prendere le uova fresche appena covate, e loro svolazzano via lasciando piume da pertutto!
“Dov’e’ la cancha di football?” – chiediamo ad una signora che sbircia chi sta passando nella via dalla porta di casa sua.
Està aquí, arriba y a la esquierda” – ci risponde, sorridendoci.
Un’altro vallenato esce da una casa con i mattoni rossi, come passo davanti non posso fare a meno di buttare uno sguardo dentro. Vedo un’amaca verde e accanto un letto, singolo, con un materasso sottile sottile e le lenzuola blu. La casa non ha pavimento, o meglio, ce l’ha, ma senza mattonelle, solo cemento a vista. In fondo intravedo quella che sembra una cucina, con l’immancabile olla per l’agua de panela.
Come alzo lo sguardo mi imbarazzo, perchè incrocio lo sguardo di una signora che sta seduta lí accanto all’entrata della porta. Le sorrido e la saluto
Buenas
risponde al mio saluto, mi sorride. Non sembra offesa per i miei sguardi impiccioni.
Andiamo avanti nella strada a destra e nel mio cammino le galline attraversano veloci per paura di essere prese e ridotte a sancocho.
Aquí estàn!
Un ometto con la divisa da calcio blu, alto poco più di un metro ci dà il benvenuto e ci accompagna fino a la cancha.
I compagni di squadra lo vedono da lontano avvicinarsi insieme a noi e corrono sorridenti ad accoglierci. I compagni non sono 11, ma 111 !
Comuna 13 Medellìn Colombia


Un mare di bambini con la maglietta gialla mi corre incontro e mi abbraccia
Hola de donde eres?”  – di dove sei, mi chiedono
“Italia!” – rispondo con entusiamo e un pizzico di orgoglio
Juventus, Cuadraro!  Milan, Becca! Guarin, Zapata, Zuniga, Yepes
Per me sono solo nomi comuni, per loro idoli.
“Di che squadra sei?” – mi chiedono
“Del Cagliari” – rispondo, convinta che non avrebbero mai saputo di che squadra si trattasse.
“Ibarbo gioca nel Cagliari! È salito in serie A quest’anno” –
Non so se sono più stupita perchè sanno dell’esistenza di Cagliari o del fatto che il Cagliari sia salito in serie A quest’anno!
 Comuna 13 Medellìn Colombia
Yenny viene incontro a salutarci, e mentre i bambini sono passati a interrogare David e Jenna, io guardo intorno quello che per questi bambini è un sogno e un possibile futuro.
“Abbiamo creato questo spazio perchè i bambini de la Comuna abbiano un’alternativa. Molti pensano che la Comuna 13 sia solo delinquenza e  brutte persone. Questo spazio dove i bambini giocano a calcio una volta era come una stalla, piena di escrementi di animali. Abbiamo ripulito tutto e creato questo spazio per loro e per i loro sogni”.
Yenni e Andres sono marito e moglie, hanno la mia stessa età, hanno due figli, e la violenza della Comuna, loro, l’hanno vissuta tutta.
“Mia figlia è stata sequestarata” racconta Yenni.
Nei suoi occhi il dolore di chi ha vissuto una vita difficile, e l’entusiasmo di voler cambiare, di voler essere felice, e la sicurezza di riuscire a raggiungere il proprio obiettivo.
Inizia la partita. David, Jenna e Javi si dividono nelle due squadre e giocano una partita insieme ai bambini. Io sono una schiappa a calcio, e con la scusa di essere la fotografa ufficiale, mi risparmio l’umiliazione!
Guardo la gioia e l’entusiasmo di questi bambini, le mamme e le bambine della Comuna che sono arrivate alla cancha a vedere la partita. La cancha, che non è altro che un grande spiazzo di terra, in cima alla montagna dove si estende la Comuna. Se si calcia con troppa forza si rischia di perdere il pallone, perchè cade sotto. Non c’è nessuna rete per proteggere.
Ogni tanto passa una gallina.
“Il nostro sogno è di riuscire a costruire una cancha da football, un campo da calcio per la Comuna 13. Tanti di questi bambini sono dei veri talenti, alcuni sono stati ingaggiati da squadre importanti. Riuscire ad avere un campo da calcio, qui a la Comuna 13, da dove loro vengono, e dove loro sognano di giocare in un grande campo da calcio, sarebbe un sogno”.
Mentre la telecamera riprende Yenni che parla, io distolgo gli occhi dal monitor, la guardo negli occhi, e poi guardo ciò che mi circonda.
Fisso con gli occhi questa frase, pitturata in un graffito, proprio lì al campo de la Comuna.
Penso a mio nipotino, 9 anni. Lui gioca a calcio, nella squadra della sua città, in Italia, ha una divisa verde, le scarpe nuove, un pallone che se cade fuori dal campo può essere subito sostituito da un altro o ricomprato se perso per sempre. Ha la stessa energia e lo stesso entusiasmo di questi bambini qui, a la Comuna 13 di Medellìn.  Lui gioca in un campo da calcio vero, verde, con le porte. E’ questo è normale. Certo che è normale per lui, perchè dovrebbe essere altrimenti?
Penso a mio nipotino, e vorrei che fosse qui, alla Comuna 13 a Medellìn, a giocare con i suoi coetanei colombiani, in questo campo da calcio improvvisato, dove le porte sono tre pali a forma di porta da calcio.
Avrebbe lo stesso sogno mio nipote, 9 anni, nato e cresciuto in Italia?
Una cancha da football, semplice.
“Quanto ci vuole per costruire una cancha da football?” – chiedo a Yenni, pensando che i sogni, in questa vita, vanno realizzati, sempre.
“Non lo so, a noi basterebbe anche solo riuscire a mettere una rete perchè i palloni non cadano di sotto, e disegnare le striscie bianche del campo a terra”.
Questo è possibile! Penso subito. E’ assolutamente possibile riscuire a realizzare il sogno di bambini che, se non ci fosse questa opportunità, sarebbero per strada, probabilmente puntandomi per derubarmi.
Improvvisamente mi rendo conto che la Colombia mi sta cambiando.
Ora ho un sogno anche io: costruire una cancha da football alla Comuna 13.
Comuna 13 Medellìn Colombia
Si può fare?
Certo che si può fare!  Se mettiamo 1 euro a testa, anche solo i lettori di questo blog, racimoliamo più di 20.000 euro sono più di 60 milioni di pesos!!
Mi aiutate?
Ho aperto una campagna di crowdfunding, l’obiettivo è quello di racimolare quanti più soldi possibile per riuscire a costruire un campo da calcio alla Comuna 13 di Medellìn.
La cifra totale è di 10.000 euro, so che è molto ambizioso, ma non impossibile!
Ce la facciamo?

 Comuna 13 Medellìn Colombia

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Roberta

Roberta

Travel blogger, sarda e viaggiatrice. Grazie ad un amore ha scoperto un amore ancora più grande: la Colombia. Quando non sta sperimentando una nuova ricetta culinaria, o mangiando qualcosa di etnico e rigorosamente gluten free, la trovate a bruciare i grassi tra lezioni di zumba e salsa!

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