Colombia-Cartagena

La Colombia vista da una travel blogger


Monica oltre ad essere una romantica viaggiatrice è una Travel Blogger, nel suo blog Turista di Mestiere parla di viaggi inusuali con itinerari fuori dai circuiti turistici classici.
Alcuni mesi fa ha visitato per la prima volta la Colombia, e qui ci racconta come è andata….Ha avuto paura?
Leggete fino alla fine!

Monica, ma come ti è saltato in mente di andare in Colombia?
La mia lunga storia d’amore con la Colombia inizia circa 25 anni fa, quando mi ritrovai per le mani, ancora adolescente, il capolavoro di Garcia Marquez  (Cent’anni di solitudine)
Macondo “un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche” mi è entrato sotto la pelle e finché non ho visto con i miei occhi quei luoghi non ho trovato pace!  

Ma non senti quello che si dice in giro su questo Paese?
Certo, ecco perché sono partita! Purtroppo l’informazione in Italia è spesso distorta dall’ignoranza e dal sentito dire e ancora una volta, dopo aver visto con i miei occhi, posso confermare che non si può giudicare un luogo seduti in poltrona.

Hai in realtà avuto paura prima, durante e dopo il tuo viaggio in Colombia?
Prima di partire mi sono documentata moltissimo sia in rete che – come faccio sempre – direttamente con i “locals” perché non c’è voce più attendibile di quella che proviene dal paese in cui si vuole andare. Durante i 19 giorni di viaggio (e men che meno dopo) non ho mai percepito alcun disagio in Colombia. MAI. Né nell’Eje Cafetero, nel magico Triangolo del Caffè, né a Medellin, né a Cartagena né a Bogotà. 

E’ pericoloso viaggiare in Colombia?
Per la mia esperienza, no e non mi sono risparmiata nulla. Ho passeggiato a piedi, di sera, nel cuore di Medellin, ho preso il taxi a Bogotà per strada, ho utilizzato la mia reflex o il cellulare in pubblico. Ovviamente non ho mai ignorato i consigli dei miei amici, quelli dell’agenzia con cui ho pianificato delle tappe o persino quelle delle persone conosciute in viaggio ma non ho adottato misure di sicurezza speciali o diverse da quelle di qualunque altra meta. Basta avere buonsenso e rispetto

Come hanno reagito i tuoi parenti e amici quando hai detto che partivi in Colombia?
Inizialmente erano allarmati perché tutti, indistintamente, associavano la Colombia al narcotraffico e alla guerriglia. Un luogo comune duro a morire, soprattutto se si considera che negli ultimi 10 anni, invece, il paese ha affrontato un cambiamento straordinario e mostra un volto giovane, moderno e gioioso
Colombia-Salento

Ti è mai capitato in uno dei tuoi viaggi di capitare in “brutte situazioni”?
Francamente no. Sono sempre molto attenta a non urtare la sensibilità dei popoli con cui interagisco e cerco di mimetizzarmi il più possibile, vivendo da local piuttosto che da turista. In questo modo imparo più in fretta che non leggendo centinaia di guide.    

E in Colombia? Che consigli ti senti di dare per non “capitare in brutte situazioni”?
In Colombia ho trovato degli amici che mi hanno riservato una calda accoglienza, un entusiasmo contagioso, la voglia di raccontarsi e cancellare per sempre i luoghi comuni che demonizzano ancora il proprio paese. Mark Twain disse:
Viaggiate dunque!

Perché un italiano dovrebbe scegliere la Colombia come sua prossima destinazione?
Perché è una terra che offre davvero tanto: dalle piantagioni di caffè alle città coloniali, dalle isole che puntellano un mare caraibico alle grandi e moderne realtà come Bogotà e Medellin. E’ ricca di storia, tradizioni e una cucina buona e gustosa. Non basta?

Cosa ha la Colombia che altri Paesi non hanno?
La voglia di aprirsi al mondo e di accogliere viaggiatori curiosi.

Cosa ti è piaciuto di più della Colombia?
I sorrisi dei contadini dell’Eje cafetero nonostante la fatica della giornata. Il contesto naturalistico è strepitoso e consiglio di cuore di non trascurare una tappa in quest’area
Colombia-Cocora-Valley

E di meno?
Tornare a casa vale come risposta?

Secondo te per una donna sola è pericoloso viaggiare in Colombia?
Direi di no, basta avere gli stessi accorgimenti di qualunque altra destinazione.
Colombia-islas-rosario

Vuoi dirci in quali hostel/ostelli sei stata e che ti senti di consigliare?
Tra tutti gli hotel in cui ho alloggiato mi sento di consigliare Il Bosque del Saman, una finca tipica nell’Eje Cafetero completamente immersa nelle piantagioni di caffè e di guadua. Per quanto riguarda Cartagena de Indias, non badate a chi dice di dormire all’interno della Ciudad Amurallada: optate per il più economico e caratteristico Getsemanì, un quartiere vivace, pieno di localini, murales e case colorate!
Getsemanì

Torneresti in Colombia?
Ovvio che sì, sto già pensando a come sarà avvincente il trekking nella Ciudad Perdida!

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Roberta

Roberta

Travel blogger, sarda e viaggiatrice. Grazie ad un amore ha scoperto un amore ancora più grande: la Colombia. Quando non sta sperimentando una nuova ricetta culinaria, o mangiando qualcosa di etnico e rigorosamente gluten free, la trovate a bruciare i grassi tra lezioni di zumba e salsa!

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