Bogota'

E’ pericolosa Bogotà? 3


Sono arrivata la prima volta a Bogotà in una mattinata di gennaio. Il mio volo Avianca da Londra è atterrato alle 4 del mattino. Dopo 11 ore di viaggio, in cui chiudere occhio è stato impossibile, non tanto per la scomodità dei sedili in aereo ma più che altro per l’euforia di un sogno che si realizzava (oltre per l’ottima selezione di film che il volo proponeva!).

Quando non dormo sono sempre un po’ nervosa, i miei sensi e la mia percezione sono un po’ alterati e mi abbisso in quello stato in cui non sai più se sei sveglio o stai sognando, se quello che stai vivendo è la tua vita o un sogno. In aggiunta il mio era un sogno, che stavo vivendo.

Insomma, avrete capito che ero abbastanza frastornata quando sono arrivata a Bogotà!

Il tassista parlava poco, porello, dopo una notte passata a lavorare, chissà che voglia aveva di attaccare bottone con una che non sapeva bene dove stava messa!

Le strade della città erano semivuote, ma alle 5 del mattino, a parte chi “saca il perro” (letteralmente: “scende il cane”) chi ha voglia di mettersi per strada, per di più in un giorno di festa, di cui io, ovviamente, non sapevo nulla…?

Il taxi si ferma davanti all’entrata dell’ hotel…..ma non c’è nessuna insegna, nessuna entrata con fiori, tappeti  o bienvenidos…. Le parole di mio padre “che ci vai a fare nel terzo mondo, ti rubano, ti ammazzano e ti fanno sparire per sempre” , tornano alla mente.

Il tassista è silenzioso ma si impegna a capire, e così scopro che l’hotel (che è in realtà un hostal) è al quarto piano.

Pian piano per non svegliare il palazzo salgo in ascensore e ad accogliermi c’è una signora sorridente, gentile e alle sue spalle una vista sulle Ande e il sole che sorge da dietro le montagne.

Ora mi sento al sicuro!

Oggi El Tiempo (il quotidiano nazionale colombiano)  parla della percezione che i turisti hanno di Bogotà.

I rollos (gli abitanti di Bogotà) si lamentano per la “poca sicurezza” della città, degli scippi, delle rapine, e dei continui pericoli in cui possono incombere.

Allora sono andati a chiedere ai turisti (statunitensi, spagnoli, tedeschi e italiani fra tutti) qual’ era la loro percezione della città:  Bogotà, è sicura?

polizia Bogotà

Polizia per le strade de La Candelaria a Bogotà

 

“In tutto il mondo rubano e siamo abituati”, dice Jaime, turista spagnolo di Barcelona, che proprio nella sua città è stato derubato ben quattro volte. “Ho visto uno scippo a Usaquén. E’ stato brutto, ma questo succede davvero in qualsiasi parte del mondo. Bogotà è una bella città, la Candelaria ha un’architettura fantastica, si nota come la città è cresciuta e la gente è molto cordiale”

Se siete stati a Barcelona forse avete una vaga idea dell’ambientino che gira, specie su La Rambla. Parliamoci chiaro: a tutte le ore del giorno e della notte devi tenere gli occhi spalancati, mano al portafogli e stare attento a non distrarti troppo, cosa non facile in una città bella come Barcelona.

Voglio raccontarvi questo aneddoto: un giorno in metro proprio a Barcelona è salito un tipo particolarmente “fastoso” (tipo arcobaleno vivente!), di quelli che non puoi fare a meno di guardare e immaginare cosa può passargli per la mente la mattina aprendo il guardaroba…. Insomma sto tizio se ne stava lì per gli affari suoi mentre tutti alzavano lo sguardo per osservarlo. Alla fermata successiva tale tizio sfarzoso scende, e con lui altri due tizi, che erano saliti con lui, che si tenevano ad una certa distanza ma particolarmente vicini ad altri viaggiatori…

Finale della storia: quattro persone si sono ritrovate senza portafoglio. I tre tipi erano tutti amici, organizzati per fare in modo che l’attenzione cadesse su uno di loro, così che i poveri scemi viaggiatori si distraessero e gli altri due complici potessero sfilare portafogli e cellulari con le loro “mani di fata”.

Morale della storia: l’apparenza inganna, sempre, a Barcelona così come a Bogotà. Occhio al portafoglio quindi (e ai tipi sfarzosi!).

Avevo paura dei sequestri, ma sono storia passata. Sappiamo benissimo che il narcotrafico non è più un grande problema della Colombia, così come il terrorismo. Viviamo in un mondo globalizzato, e questi stessi problemi ci sono anche in Messico o in Francia” dice una turista portoricana.

Quello che è successo a Parigi due mesi fa ci deve far capire quanto siamo tutti appesi a un filo.

Non rischio di più a Bogotà che a Londra. Se un pazzo con un kalashnikov decide di svegliarsi un giorno e ammazzare 200 persone sedute al pub a bere, ridere e scherzare, in nome del suo (non)Dio, non possiamo prevenirlo. E la soluzione non è certo “stai a casa non uscire”, perché in questo caso ti ammazzerebbe probabilmente la depressione. E poi un kalashnikov, a Bogotà, chi ce l’ha? 😛

A parte gli scherzi… Se volete trovare problemi, dovete andare a cercarveli (aka: se andate a Bogotà per cercare cocaina a prezzi ridicoli, la troverete, ma con questa tutta una serie di problemi, grandi), per il resto vale la regola del “non dar papaya“.

Bogotà è una città moderna e pulita, con tanto traffico, come la maggior parte delle grandi metropoli” dice Henìn, un turista tedesco “Ho vissuto qui negli anni ’90 e tornando oggi rivedo una città cambiata, molto più sicura. Non ho paura di andare in giro come qualsiasi cittadino bogotano, l’importante è non avventurarsi in quartieri non raccomandati

strade di Bogotà

Per le strade del centro storico di Bogotà

Non so quanti di voi hanno avuto il piacere/tormento di viaggiare con i mezzi pubblici a Roma. Io ci ho vissuto 8 anni a Roma, e seppur nei primi anni 2000 ci si adattava se la metro passava ogni 5-7 minuti e in bus dovevi stringerti un po’ la mattina quando andavo a lezione all’università, con gli anni la situazione è andata sempre più a peggiorare. A parte che sono arrivata a farmi la Nomentana a piedi da Porta Pia a batteria Nomentana (più di 4 Km) dopo non essere riuscita a salire sull’ennesimo bus che (non)passava… innumerevoli viaggi schiacciata tra le persone, che ahimè, non sempre ricordavano di usare sapone e deodorante la mattina… poi la metro che non passa mai, e quando piove tutto si blocca, la gente che bestemmia alle 8 del mattino….insomma, è stato un bel training!

La cosa buona di Bogotà è che i colombiani, al contrario degli italiani, la prendono un po’ più alla leggera. Oltre al fatto che hanno più  o meno tutti la decenza di usare sapone e deodorante (non troverete mai un colombiano che puzzi!), evitano la bestemmia, nominano sì Dio, ma invocandolo perché gli assista, gli protegga e gli dia le forze per affrontare il viaggio: que Dio los bendiga, si Dio quiere, que Dios me ayude, ecc….

Insomma: se siete sopravvissuti a una città come Roma, Bogotà sarà (quasi) una passeggiata!

In finale, Bogotà è una città sicura?

Per me sì, ma con riserva.

Cosa intendo?

Intendo che dobbiamo informarci bene quali sono i pericoli. Quali sono i quartieri dove andare e quali sono quelli off limit (ho scritto un articolo a proposito); capire come comportarsi per strada, come parlare con le persone e con chi parlare; non immischiarsi in situazioni che potrebbero procurarci problemi (aka: evitate di drogarvi, ubriacarvi e andare a prostitute); usare buon senso. E questo non finirò mai e poi mai di dirvelo! 

Vivere Bogotà in sicurezza è facile. Non è pericolosa. Ma per l’amor del cielo, usate buon senso!

 

 

Incolombia.it

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Roberta

Roberta

Travel blogger, sarda e viaggiatrice. Grazie ad un amore ha scoperto un amore ancora più grande: la Colombia. Quando non sta sperimentando una nuova ricetta culinaria, o mangiando qualcosa di etnico e rigorosamente gluten free, la trovate a bruciare i grassi tra lezioni di zumba e salsa!

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3 commenti su “E’ pericolosa Bogotà?

  • Paolo De Virzi

    Mi dispiace ma non sono d’accordo. Vengo da Roma ed ho vissuto e lavorato in Colombia 5 anni, prima a Pereira poi a Bogotá, e grande coincidenza da qualche anni vivo in Spagna, a Madrid. Penso quindi di avere i requisiti per un giudizio in merito.
    Bogotá, come la maggior parte delle grande cittá latino americane é pericolosa, senza se e senza ma, non facciamo disinformazione per favore, vi é di mezzo la vita delle persone. Va bene l’entusiasmo nel sentirsi cittadini del mondo, ma definirla come Barcellona mi sembra eccessivo.
    Il problema non sono i sequestri ne le Farc (siamo in cittá, non nella Selva!). Il problema é la microcriminalitá. Bisogna stare attenti a come ci si veste, bisogna evitare di far capire che siam Europei, evitare di tirar fuori il cellulare se non é indispensabile, mai, assolutamente mai mostrare denaro contante in quantitá (non “dar papaya” come dicono i colombiani, in questo siam d’accordo). É uno stillicidio mentale con cui bisogna abituare la mente. La situazione é sicuramemte migliore in centro cittá e nella zona nord (los rosales, la cabrera, seminario, usaquén che é il quartiere dove vivevo, etc..), ma non dimenticate mai che siete in una cittá con un alto tasso di omicidi, anche se negli ultimi anni la situazione é fortemente migliorata. La parte sud invece é assolutamente off-limits per i turisti. A Roma o Madrid vi possono rubare il portafoglio senza che ve ne accorgete, nei quartieri a sud della cittá vi trovate una pistola puntata alla tempia o un coltello sotto la gola per il cellulare o la macchina fotografica. Personalmente credo che non sia assolutamente facile vivere in sicurezza in queste condizioni.

    • Roberta
      Roberta L'autore dell'articolo

      Ciao Paolo,
      grazie del messaggio. Nell’articolo si dice proprio questo: capire come comportarsi per strada, come parlare con le persone e con chi parlare; non immischiarsi in situazioni che potrebbero procurarci problemi; usare buon senso. Siamo non solo in un altro Paese ma anche in un altro continente quindi bisogna cambiare completamente la mentalità vivendo in Colombia, e a Bogotà bisogna adottare extra regole. Ma questo capita anche spostandosi in Italia. A Roma non giro tranquilla e spensierata come faccio a Cagliari.
      Se si sa come comportarsi, Bogotà non è la città pericolosa che descrivono, o per lo meno non quella di 10 anni fa, e di anno in anno la situazione credimi, cambia tanto!
      Dal momento che questo stile di vita diventa uno stillicidio, vuol dire che è arrivato il momento di cambiare città, Paese, continente. Tutto dipende dalla percezione personale.
      Io personalmente non ho mai avuto problemi, ma si, son sempre stata e continuo ad essere super attenta e super previdente. Prendo un taxi per fare una cuadra, giro senza portafoglio e il cellulare lo tengo addosso. A me vivere così, al momento, non mi pesa, ma questo è solo e unicamente la mia esperienza personale e la mia vita a Bogotà mi piace anche così.
      Tu hai avuto esperienze negative a Bogotà da raccontare ai lettori?
      Sarebbe davvero utile!

      Un abrazo
      Roberta