Tilcara, Argentina

Tilcara: quella parte di Argentina scoperta per caso


Il taxi arrivò alla stazione centrale dei bus di Buenos Aires,  erano quasi le 8, il sole stava tramontando e l’oscurità della notte pian piano arrivava.

Questo è il punto in cui il mio viaggio in solitaria reinizia.

Scendo dal taxi, mi carico lo zaino sulle spalle, abbraccio forte mia mamma cosciente del fatto  che non so quando la rivedrò, e salutandola con la mano dal marciapiede, guardo quel taxi che si allontana mentre la sta accompagnando in aeroporto dove prenderà un volo per ritornare in Italia.

Quando non lo vedo più faccio un grande respiro di incoraggiamento, mi giro, guardo le centinaia di persone losche che entrano ed escono dalla stazione e mi butto a vivere questa nuova avventura: di nuovo on the road, di nuovo da sola!

Il mio bus parte alle 10.30 di sera, e sono solo le 8. Mi siedo nella sala d’attesa e mi metto a leggere un libro “Vivir con abundancia” di Sergio Fernandez, un’ottima lettura che, ora che ci penso, dovrei riprendere in mano.

Mentre sono lì assorta nella mia lettura sento delle urla “hijo de puuuuutaaaaa….” – mi giro, vedo un uomo disperato che urla e piange, piange e urla, arriva la polizia, guardo la scena da lontano e chiedo in giro cos’è successo. “Gli hanno rubato una borsa con dentro tutto“. Tutto: soldi, documenti, biglietti, chiavi di casa, occhiali e dignità. Le sue grida e pianti rimbombano nella stazione….io che sono paranoica di nascita, non perdo di vista il mio zaino e guardo attenta ogni singola persona che mi passa accanto e mi chiedo perché ho questo irrefrenabile bisogno di viaggiare, e di viaggiare da sola.

 

Nelle 10 ore di bus da Buenos Aires a Cordoba chiudo occhio solo per mezz’ora. E’ un notte di luna piena, e mentre il bus corre nelle buie strade argentine, io mi perdo tra i pensieri e paranoie: avrò fatto la scelta giusta?

Arrivo a Cordoba che il sole sta sorgendo, ma è ancora presto per andare da Lucia, la ragazza da cui ho affittato una camera su airbnb.

Rimango due ore seduta in stazione, sorseggiando un caffè e guardando la gente che passa.

Cordoba è una città “X”, piena di giovani studenti che la sera vanno a correre al parco e quando finiscono si fermano a recuperare le calorie mangiando un choripan da uno degli zozzoni lungo il viale. A parte questo e alcuni spettacoli di tango nella piazza principale, c’è poco da fare e vedere.

Tilcara, Argentina

Il Parco di Cordoba e qualcuno che si riposa dopo una lunga corsa!

Non so bene quali saranno i miei piani dopo Cordoba, so solo che continuerò verso nord per raggiungere la Bolivia, facendo tappa a Salta.

Lucia è del Jujuy, la regione più a nord dell’Argentina. Io fino a quel momento non avevo mai sentito parlare di quella parte del mondo, e mi convince ad andare a visitarla.

Così, dopo aver fatto tappa a Salta per tre giorni, prendo un bus con destinazione Tilcara, dove seduto accanto a me incontro un ragazzo chileno, che sarà il mio compagno di viaggio per i prossimi due giorni!

Tilcara è un piccolo paesino situato sulla cordigliera delle Ande a 2500 metri, il paesaggio è a dir poco S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-E e ricco di tradizioni indigene.

Tilcara, Argentina

Fa un gran caldo, ma nonostante questo con Pedro, il mio amichetto chileno, ci avventuriamo in una camminata che se me lo avessero detto prima probabilmente non l’avrei fatta! Avremmo percorso almeno 5 chilometri salendo la montagna, visitando i resti dell’antico pueblito Inca, e arrivando fino a un gran canyon conosciuto come “La garganta del diablo”, dove però non ho avuto forze per scendere fino all’acqua…. O meglio: le forze per scendere ce le avrei anche avute, ma per risalire?

 

Scendendo il vento inizia a soffiare sempre più forte, e anche se la brezza è un gran piacere dopo tutto questo caldo, la forza è così forte e noi siamo così in alto che quasi ho paura di cadere!

Tilcara, Argentina

Nel pueblo la sera c’è sempre un mercato indigena, dove è facile trovare anche le cholitas, le donne indigene boliviane con le trecce e i fianchi molto larghi. Ci sono poi tanti ristorantini e bar, proprio lì vicino alla piazza, dove io e il chileno ci sediamo a mangiare una cosita e a bere vino argentino, mentre parte la competizione per decidere quale sia il vino migliore tra il cileno e l’italiano!

Il giorno dopo, la mattina presto ho poi preso il bus per raggiungere La Quiaca, la città di frontiera con Bolivia.

Di Tilcara mi rimarrà sempre nel cuore e nei ricordi il paesaggio arido che ricorda la California, il caldo, la camminata fino alla Garganta del Diablo, il vento che mi spostava, i disegni indigeni e il vino argentino condiviso con un amico chileno!

Tilcara, Argentina

La magia del viaggiare da soli è anche questa: non avere piani, cambiarli, lasciarsi consigliare e sorprendere dall’inaspettato e dalle novità e incontrare nuovi amici!

 

Vuoi sapere come organizzare il tuo viaggio a Tilcara? Chiedimi consigli, non costa nulla 😉

 

 

 

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Roberta

Roberta

Travel blogger, sarda e viaggiatrice. Grazie ad un amore ha scoperto un amore ancora più grande: la Colombia. Quando non sta sperimentando una nuova ricetta culinaria, o mangiando qualcosa di etnico e rigorosamente gluten free, la trovate a bruciare i grassi tra lezioni di zumba e salsa!

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