viaggio Colombia

5 problemi che dovrete affrontare se state per partire in un viaggio a lungo termine 6


Ero davanti ad un bellissimo tramonto a Santa Marta, ero lì, seduta sulla spiaggia, sola, mentre i ragazzi del barrio giocavano a calcio con le loro magliette gialle della Seleciòn Colombia. Alcune famiglie erano sedute un po più avanti con i loro bambini che correvano insieme a due cani in riva al mare, e due pescatori con le loro lenze stavano seduti sul molo ad aspettare di tirare su qualche pesce.

viaggio Colombia

Stavo incredibilmente bene, e in quello spettacolo della natura, ripensando a quanto tempo ho perso a star male nella mia “vita precedente” pre-Colombia, ho fatto una promessa a me stessa: viaggiare finchè potevo, finchè la salute me lo permette e finchè le finanze me lo permettano.

A luglio in quel volo che mi riportava in Europa ho capito che io non ero ancora pronta a tornare alla vita precente, alla realtà, al freddo degli inverni, alla fretta della quotidianità e al consumismo della nostra società. Non ero pronta nemmeno a mettere un punto e girare pagina. Volevo non svegliarmi più, volevo rimanere in quel circolo di viaggiare, conoscere e scoprire qualcosa di nuovo, del mondo, e di me stessa.

Così, quasi senza pensarci troppo, una mattina di agosto, mentre tutti erano al mare, io ero seduta davanti al pc, guardando, un’altra volta, la scritta “Acquista ora” nel sito di una nota compagnia aerea. Al contrario di un anno fa, il tempo tra le paranoie e l’azione è stato molto più breve. Come sempre avevo la tachicardia, ma senza mettermi troppa paura ho cliccato quel bottone e pochi secondi dopo “Prenotazione confermata” è apparso sul mio schermo. Destinazione Buenos Aires.

Seppur avessi voglia di gridarlo ai quattro venti, ho preferito tenerlo tutto per me.

In verità ho condiviso immediatamente questa notizia con tre persone, tre dei miei migliori amici, di cui due hanno condiviso con me questa gioia/pazzia.

Come era già successo un anno fa, quando comprai il biglietto per la Colombia, uno strano, grande senso di paura misto a senso di colpa mi ha assalito, lo stesso che ancora oggi, a quasi un mese dalla data di partenza, mi accompagna.

Perchè? Ancora non lo so. Però ho quasi imparato a conviverci.

Proprio per questo, voglio condividere con te, che ti stai preparando a lasciare tutto per intraprendere un periodo lungo in viaggio, i maggiori problemi che si affrontano (specie nella fase pre-viaggio).

1. Pressione sociale

Per me uno scoglio durissimo. Il diverso infatti viene sempre visto di cattivo occhio, da sempre. Pensa a Galileo Galilei, condannato per aver detto che la terra è tonda. Quanto era criticato? Quanti gli hanno detto che era matto? E invece, c’aveva proprio ragione! Cosa possiamo quindi imparare da questa storia? Che gli altri non contano. Finchè faremo qualcosa che è diverso dalla massa verremo criticati. Ma tranquillo, anche se ci coformiamo alle masse, veniamo criticati comunque. L’essere umano ama la critica, il gossip. Del resto non si spiegherebbe il perchè i giornali di pettegolezzi siano sempre i più venduti, in tutto il mondo.

2. Domande sul tuo conto corrente

Se ogni persona che mi chiede come finanzio i miei viaggi mi desse 1 euro per farmi questa domanda, probabilmente avrei abbastanza soldi per viaggiare tutta la vita. E’ normale che la gente si incuriosisca, o che comunque chieda sopratutto per cercare di capire come, anche loro, possano riuscire a fare la stessa cosa che stai facendo tu. E va bene. Probabilmente non tutti sanno che sì, è possibile risparmiare. C’è chi risparmia per comprarsi l’auto, chi per la casa, chi per la cucina nuova. Bene, noi viaggiatori risparmiamo per viaggiare. Io personalmente ho lavorato 10 anni per potermi permettere la vita che sto facendo adesso. Ho fatte rinuncie, tantissime. Ho tagliato la mia vita sociale per un intero anno, non ho mai comprato una Louis Vuitton, ho sempre fatto le vacanze quando tutti erano a lavoro e viaggiando ryanair, ho preferito camminare o prendere il bus invece che spendere in un abbonamento alla metro, ho fatto la spesa guardando ogni singolo prezzo e privandomi di pizza fuori e drink al pub. Sia chiaro: non è stato facile. Esattamente come non lo è per chi sta risparmiando per comprarsi l’auto o la casa. E’ dura per tutti. Ma tutti abbiamo una personale motivazione.

Quindi, se anche tu stai leggendo perchè ti chiedi “ma come fa questa a viaggiare?” ecco, questa è la mia risposta: ho passato talmente tante serate a casa, da sola, a guardarmi video e leggermi blog, mangiando riso e tonno, che ho risparmiato talmente tanto da potermi permettere di viaggiare per ancora qualche mese. E quando saranno finiti i soldi, sì, tornerò a lavorare. Ma adesso posso continuare a vivere.


Vuoi sapere come puoi farlo anche tu? Contattami qui!


3. Cosa succederà dopo?

Altra domanda che, ogni tanto, ancora, mi morde il cervello. Troverò un lavoro? Finirò sotto un ponte? Verrò diseredata dalla famiglia?

La Colombia mi ha insegnato questo: è inutile farsi “pippe mentali” o programmi, tanto comunque succede sempre l’inaspettato, e i piani non vanno MAI come sono stati programmati.

Quando son partita a gennaio il mio piano era di stare due-tre mesi in Colombia e poi andare in Ecuador, Perù e Bolivia per poi ritornare a fine giugno in Colombia. Alla fine invece cosa ho fatto? …Son rimasta sei mesi in Colombia!

Avevo poi pianificato di andare a vivere in Spagna o tornare a Londra al mio ritorno in Europa. E’ invece? Invece si è realizzato uno dei miei più grandi sogni: un’offerta di lavoro in Colombia. E’ secondo te cosa ho fatto? …son tornata in Italia!

Per poi rifare un altro biglietto poche settimane dopo per ripartire dall’Argentina.

Ora, non ti nascondo che ogni tanto i pensieri negativi arrivano, e la paura di ritrovarmi sotto un ponte o a fare la gattara andando in giro con un carrello della spesa mi spaventa. Però ecco, il futuro non possiamo conoscerlo. Pure se andiamo da una cartomante, difficile sapere come andrà a finire. VIVI IL PRESENTE!

(Che poi che ne sai, magari a fare la gattara ci si diverte pure, e sotto i ponti, d’estate, fa fresco! 😛 )

4. Sensi di colpa.

Con il mio amico Elvio di Spiragli di Luce mi ritrovo spesso a parlare di questo.

Il nostro senso di colpa nasce e si sviluppa per cultura. In Italia veniamo cresciuti, fin dall’infanzia a sentirci in colpa. “Hai mangiato tutta la pappa?” , “No? Ma come, con tutti i bambini che muoiono di fame in Africa!” (alzi la mano chi non ha mai sentito questa frase dalle proprie mamme! Oppure, ” hai studiato?”, “No? Ma come, con tutti i soldi che spendo per te, tutti i sacrifici che facciamo, io che lavoro tutto il giorno e tu manco studi, o stai sempre in giro, o stai sempre a giocare” etc etc etc. Sono sicura che se hai figli, sicuramente avrai detto una di queste frasi. E ci sta. Non avere il senso di colpa! Se no creiamo una catena di sensi di colpa…

Ma fermati un attimo: a cosa serve il senso di colpa?

A volte sì, è giusto, come quando facciamo del male a qualcun altro, ma se, come in questo caso, il bene o il male lo stiamo facendo a noi stessi, perchè dovremo sentirci in colpa? Forse perchè non stiamo facendo quello che vogliamo?

Ma se quello che vogliamo è viaggiare, allora perchè vivere con questa frustrazione?

Ti avverto, spesso questo brutto sentimento farà capolino sulla tua testa. Sta a te scacciarlo via con la tua positività!

5. Negatività e “no-sayers”

I no-sayers sono tutte quelle persone che saranno contrarie alla tua scelta. Saranno molte, e portano con se una buona dose di negatività. La parte perggiore sarà che, a volte, queste persone saranno proprio quelle più vicine a te come amici e familiari.

Io sono molto fortunata, perchè i miei amici sono sempre stati vicini a me. Anche chi non condivide la mia scelta, e chi non lo farebbe mai, ha sempre avuto una parola di conforto e condivisione. La mia famiglia pure mi sta vicina, ma non ti nascondo che molte volte ho dei sentimenti di sensi di colpa (…di cosa parlavamo sopra…?!) nei loro confronti. Perchè non vorrei farli preoccupare, non vorrei deluderli. So che loro non condividono appieno la mia scelta, e le loro vite sono molto diverse dalla mia (che comunque non ci vuole tanto visto che faccio una vita completamente fuori dagli schemi!), hanno esigenze e progetti differenti dai miei. Ma nonostante questo non hanno mai portato negatività nella mia vita.

Il mio consiglio è di rimanere fermo nelle tue idee, nei tuoi progetti. La negatività, così come i no-sayers esistono sempre, in tutto, è fondamentale non lasciarsi coinvolgere in alcun modo, assentarsi mentalmente quando siamo davanti a queste persone, o semplicemente alzarsi, molto educatamente, ed allontanarsi, il più lontano possibile!


Ti auguro di andare avanti con il tuo progetto, lavorare duro, e non lasciarti buttare giù, MAI!

viaggio Colombia

la felicità di aver raggiunto un obiettivo!

 

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Roberta

Roberta

Travel blogger, sarda e viaggiatrice. Grazie ad un amore ha scoperto un amore ancora più grande: la Colombia. Quando non sta sperimentando una nuova ricetta culinaria, o mangiando qualcosa di etnico e rigorosamente gluten free, la trovate a bruciare i grassi tra lezioni di zumba e salsa!

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6 commenti su “5 problemi che dovrete affrontare se state per partire in un viaggio a lungo termine

  • Elvio

    Ciao bloguera,

    intanto grazie per la citazione. Mi viene da dire semplicemente questo: lasciamoci andare. E facciamolo vivendo e lasciando vivere. Facciamolo non giudicando né gli altri né noi stessi. Questo è il succo. La domanda “ma come fai a viaggiare tanto” la fanno anche a me…solo che..mmm…si saranno accorti che è da tre anni che porto gli stessi vestiti e non mi compro neanche un paio di jeans? LOL (però è vero…) un abbraccione

    • Roberta
      Roberta L'autore dell'articolo

      grazie Elvio! grazie peri tuoi preziosi consigli e grazie per condividere la tua vita viajera! ✌️️ un abrazo

  • Bea

    Ciao Roberta, condivido ciò che hai scritto!

    Ci vogliono coraggio e determinazione per vivere appieno i propri sogni e le emozioni e tu hai scritto magnificamente il racconto del viaggio.

    Buona serata, un abrazo 🙂

  • Donatella

    Mia cara se in luogo del nome ROBERTA PADRONI ci fosse stato quello di DONATELLA MANZOTTU posso assicurarti che l’intero concetto da te esposto sarebbe potuto esser partorito dalla mia mente e nemmeno una virgola sarebbe stata cambiata! TENGO UN DESEO….CONOCERTE!