vivere in Colombia

10 fatti che, sì o sì, ti ci abitui in Colombia! 6


L’altro giorno ero al negozio del mio compagno che lavoravo, lui parlava con dei clienti e io ero assorta in un documento excel che non finiva mai. In sottofondo Despacito, rigorosamente a palla, che arrivava dal negozio al primo piano (e noi siamo al terzo…). La musica era talmente alta che non solo rimbombava in tutto il centro commerciale, ma sembrava davvero arrivasse dal locale accanto.

Nonostante questo, io continuavo, quasi impassibile, con il mio file excel, fino al momento in cui ho realizzato la “colombiana” che sono diventata!

Sì, perchè vivendo in Colombia, sì o sì ti devi adattare a diversi fatti che a volte ti sembreranno divertenti, altre volte snervanti, molte volte ti faranno pensare che si stava meglio quando si stava peggio, ma alla fine ti ci abituerai per inerzia.

Tra queste prima fra tutte:

  1. La musica a palla

e onnipresente. Per strada, nei negozi, nel taxi e persino in farmacia. Il che è anche piacevole molte volte, sopratutto per chi, come me, ama la musica latina.

Mi rendo conto però che qua o hanno una scala dei decibel differente dalla nostra, o, come dice un mio amico di Medellín “A noi colombiani piace sentire la pelle che vibra”.

A zumba il mio insegnante mette la musica talmente alta che in certe canzoni devo tapparmi le orecchie perchè quasi mi buca il timpano!

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2. Il concetto di tempo

Non voglio parlare di quanto (non) puntuali sono, in generale, le persone qui. Se il problema fosse il ritardo, sfonderebbero una porta aperta con me, perchè puntuale, io, non lo so mai stata. Son così ritardaria che un giorno un amico colombiano si è sconvolto per il mio ritardo (quasi 45 minuti) dicendomi che son riuscita a battere ogni record di ritardo latino!

Quello che mi irrita di più, ma che, oramai so e agisco di conseguenza, è quando mi dicono “Ahorita lo hago” (“Ora lo faccio”), e “ahorita” può essere che dopo 10 minuti arrivano con il lavoro fatto (utopia!) o che dopo una settimana sei ancora lì ad aspettare…

Il mio compagno per esempio è campione indiscusso dell’ahorita.

Lo scorso mese son stata via due settimane per lavoro tra Bogotà e Cartagena, e quando son partita gli ho lasciato delle magliette (sue tra l’altro) da piegare. Ovviamente la sera prima lo avevo cazziato perchè era già due giorni che gli dicevo di farlo (e io mi rifiutavo categoricamente di farlo, visto che lo faccio praticamente sempre) e lui da due giorni mi rispondeva: “Si mi amor, ahorita”.

Quando sono tornata dopo due settimane stavano ancora là…. e lui cosa mi ha risposto?

….avete capito!

 

3. La rumba a partire dal mercoledì

Se lunedì e martedì son giorni abbastanza tranquilli, in cui la gente è troppo occupata (o stanca?) per uscire, il mercoledì è il giorno in cui si inizia a vedere un po’ più di movimento. Per arrivare poi al “Juernes” (Jueves+Viernes) in cui inizia la vera rumba. E non importa se il venerdì si lavora, si va avanti comuqnue fino a tardi. Anche perchè la maggior parte della gente comunque lavora anche il sabato, quindi a questo punto prima si inizia, meglio è. Poi si continua fino a morire, sdraiati a letto, tutta la domenica.

 

4. A litri di cerveza

A me non piace la birra, oltre al fatto che non posso berla perchè ha il glutine, quindi immaginatevi com’è, per una persona come me, stare in mezzo a persone che bevono una, due, tre, cinque, dieci, diciotto birre. E non dico diciotto così per dire un numero, ma veramente c’è gente che ha il coraggio (e il fegato) per bere tanto. E il motivo per cui smettono non è tanto per il tasso alcolico nel sangue, ma perchè ormai hanno finito i soldi!

E se, al contrario di me, bevete birra, bene: preparate il fegato!

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5. Vivere senza regole, specie alla guida

Alcune settimane fa parlavo con Edoardo, un amico di Villavicencio, che ha vissuto 3 anni in Francia. Gli ho chiesto: qual’è lo shock culturale più grande che hai vissuto quando sei tornato dopo 3 anni di Europa? E lui, senza pensarci un secondo, mi ha detto “La totale anarchia, specie per strada!”.

Chiunque puo’ mettersi fuori dalla porta di casa propria e vendere arepas, così come arance o quello che le pare. Senza bisogno di permessi o licenze, e la polizia, se passa, è probabile che si fermi per comprare qualcosa!

Ma l’anarchia totale io l’ho vista alla guida con taxisti e autisti di bus, busetas e collectivos. Sorpassi in curva, velocità al di sopra dei limiti, si fermano un po’ dove gli pare a raccogliere gente (che in molti casi va anche bene perchè non devo camminare fino alla fermata….che molte volte non esiste!). E poi ho visto taxisti fare inversioni a U passando sopra le aiuole divisiorie, e percorrere una intera strada in retromarcia (inclusi incroci trafficatisssimi) per fingere di essere nel senso giusto….!

 

6. Aver fiducia

Sì o sì dovrete fidarvi: del taxista, dell’autista del bus, di quello che vi vende lo spiedino di carne per strada… Siamo tutti nelle mani di Dios! Entrerete presto in questa mentalità anche voi!

 

7. A stare tutti vicini attaccati

Avete presente la linea gialla negli uffici che dice “Aspetta qua il tuo turno”, bene, qui in Colombia, non si sa bene per quale motivo, in pochi la rispettano. Ma non è che si mettono subito dietro di te e basta. No. Molti si piazzano accanto, quasi a guardarti dentro il portafogli. A volte ho litigato con gente per questo, sentendomi domandare “se avevo qualcosa da nascondere”….della serie “l’aria è tua? L’hai comprata? No, alloria posso stare qui quanto mi pare”…..da pugni in faccia!

In bus è la stessa cosa. Io vivo in una città dove fa sempre caldo, quindi immaginatevi quanto non mi piace quando una persona mi si siede accanto e sento tutto il suo calore e sudore…

Invece sembra che a loro questo non irriti, ma perchè? Perchè?

 

8. Alla lentezza delle cassiere

“Entro un attimo al supermercato a comprare due cose al volo”….per poi rimanere 20 minuti in fila alla cassa.

Davvero, io non so che problema abbiano le cassiere, sono di una lentezza imbarazzante. E’ vero sì che sono molto gentili, sorridenti, ti danno il cambio nella mano, ti impacchettano tutto….ma se capiti in fila con la signora che inizia a chiaccherare o che ha dimenticato di pesare la cipolla (e la cassiera va di persona a farlo, spesso dall’altra parte del supermercato!) vorresti autoinfliggerti!

 

9. Alle commesse rompicoglioni

Altra categoria a rischio linciaggio. Ripeto: da ammirare e lodare la loro gentilezza. Difficilmente in Italia si trovano commesse non solo gentili, ma così brave a vendere e appasionate del proprio lavoro!

Però, ti basterà solo guardare con la coda dell’occhio la vetrina del negozio, che la commessa di turno uscirà fuori a dirti “A la orden!” , e se tu non distogli subito lo sguardo, iniziano con il loro copione: “In cosa ti posso aiutare? Cosa stai cercando? Che ti serve? Qualsiasi cosa parla con me, io ti posso aiutare. Una gonna? Un Pantalone? Una magliettina?” ….Pesanti!

 

10. Alla gentilezza delle persone

Come raccontavo mesi fa in questo articolo, quando son tornata in Italia dopo sei mesi di Sudamerica uno degli shock culturali più grandi è stato scontrarmi con persone poco gentili. E non parlo di attenzione al cliente nei negozi o uffici. Parlo di gentilezza di base tra esseri umani.

Ieri per esempio ero a fare una fotocopia, dovevo pagare 200 pesos e avevo un biglietto da 10.000. Il signore non aveva cambio e non sapevo come fare perchè attorono non c’erano altri negozi che mi potessero cambiare il biglietto da 10.000, e, allo stesso tempo, avevo urgenza di quella fotocopia.

Il signore dopo di me mi ha pagato la fotocopia! Senza che io chiedessi nulla o il signore chiedesse nulla. Semplicemente ha ordinato quello che gli serviva e ha detto “pago anche la fotocopia della signorina”.

Sarebbe successa la stessa cosa in Italia?

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E voi, a cos’altro vi siete abituati in Colombia?

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Roberta

Roberta

Travel blogger, sarda e viaggiatrice. Grazie ad un amore ha scoperto un amore ancora più grande: la Colombia. Quando non sta sperimentando una nuova ricetta culinaria, o mangiando qualcosa di etnico e rigorosamente gluten free, la trovate a bruciare i grassi tra lezioni di zumba e salsa!

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6 commenti su “10 fatti che, sì o sì, ti ci abitui in Colombia!

  • Luigi

    Ma guarda un mucchio di altre cose mi sono abituato…
    Ma quello che nn sopporto e che nn mi va e che appena si prendono un poco di confidenza in piu’ te li ritrovi sempre a casa e se poi hanno bisogno di soldi ci sei sempre te. Come se tu fossi lo zio ricco d america…..

    • Roberta
      Roberta L'autore dell'articolo

      Il segreto è fargli credere che non hai una lira, sempre, e giocare al loro gioco “Oye, regalami una cerveza!” 😉

  • Marco

    Io faccio fatica ad abituarmi al fatto di quanto tu sia, sempre e comunque, visto come pollo da spennare, e che la necessità di spennarti vada oltre il rapporto umano.
    Sempre.
    Anche quando pensi “questo tipo è diverso”, NO.
    Questo va anche a loro discapito, perché per me non sarebbe un problema pagare pranzi, cene, lasciare una propinita ad un ragazzo simpatico che mi si poccia tutto il giorno, portandomi magari in luoghi dove senza di lui non potrei andare. Ho le mani bucate, sono generoso di natura, ti sorrido, ma non sono stupido.
    E’ l’approfittarsene che mi mette alla prova.
    Capisco le situazioni e condizioni di vita; capisco che con 50 euro (che per noi, magari, son pochi) puoi sfamarci la tua famiglia per un’intera settimana…ma se mi porti a pranzo a La Boquilla e mi fai spendere 50 euro a persona per mangiare el pescado del dia, io non ti risponderò mai più al telefono, non mi vedrai più, non ti consiglierò mai ad eventuali amici che vogliono intraperndere il viaggio.
    Quelle 100 euro che mi hai fatto spendere, che dividerai col ristorante, col cugino che mi hai presentato, con l’amico che mi ha portato l’acqua, eccetera, rimarrano 100 euro. Mentre, invece, con maggiore accortezza e tatto, sarebbero potute diventare 300, spalmate su 2/3 settimane. Col tempo e la frequentazione si impara, devo dire, a non cascare in certi “tranelli”, ma rimane la difficoltà nel crearti amicizie che non siano esclusivamente motivate dal denaro. E, assicuro, sono una persona estemamente socievole, divertente e openminded, senza esagerare.
    Questa è, davvero, l’unica cosa che un po’ mi pesa.

  • COSTANTINO

    ciao anche io amo la Colombia tantissimo anche io amo una colombiana anche io sono sardo la mia situazione e diversa poiche non riesco a espatriare per vivere con la mia colombiana poiche non ho la possibilita economica per poter aprire na attivita a Medellin …ti vorrei chiedere aiuto ancheca trovare un lavoro …il mio spagnolo e quasi perfetto …grazie aspetto notizie Costantino SASSARI

    • Roberta
      Roberta L'autore dell'articolo

      Ciao Costantino, puoi sempre sposarti o fare una unione civile 😉 Diciamo che è la maniera più rapida per avere il visto jejej.
      Per il lavoro dipende dalle tue specializzazioni, ma lavorando da dipendente qui in Colombia fai la fame!
      Se vuoi raccontarmi più su di te puoi mandarmi un e-mail a roberta@incolombia.it
      In bocca al lupo Un abrazo!